SANTISSIMA   TRINITA’

 

            Dopo aver contemplato i grandi eventi della vita di Gesù e della nostra salvezza, oggi la Parola di Dio ci invita a riflettere sul mistero delle tre Persone divine, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo che, pur nella loro diversità, formano un solo, unico Dio in cui noi fermamente crediamo. La Santissima Trinità è la verità più importante della nostra fede. Da questa fonte luminosa e infinita derivano tutte le altre verità e ogni bene. L’uomo non sarebbe mai riuscito a conoscere Dio così intimamente, se Dio, nella sua immensa bontà, non si fosse degnato di rivelargli il mistero della propria intimità divina. E, con pedagogia divina, il Signore lo ha fatto gradualmente.

Nell’Antico Testamento il mistero della Trinità non era conosciuto, anche se non mancano in esso dei passi allusivi, tra i quali, quello riportato oggi dalla prima lettura. Nella sapienza a cui fa riferimento il brano, non è difficile scorgere la figura della Sapienza eterna e increata, la seconda Persona della Trinità, attraverso la quale tutte le cose dell’universo furono create ( cf  Gv 1,2). Ma soltanto alla luce dei divini insegnamenti di Gesù, Sapienza di Dio incarnata, il mistero della divina Trinità ci viene rivelato con chiare parole. “Dio nessuno l’ha mai visto:  – esclama l’apostolo Giovanni -  proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato” (Gv 1,18).

Nel Vangelo odierno si fa un esplicito riferimento al mistero della Trinità. Parlando dello Spirito Santo, il Maestro divino afferma: “Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera (…), perchè prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Gv 16,13-14). Questo significa che lo Spirito Santo non insegnerà nuove verità. La Rivelazione è stata ormai compiuta dal  Salvatore. Compito del Paraclito, invece, sarà di introdurre i credenti verso la comprensione piena del mistero di Gesù e delle verità da Lui rivelate. Dal testo emerge che, tra le Persone divine, esiste una profonda comunione, anzitutto di verità. Unica è la verità: il Padre la possiede totalmente e totalmente la comunica al Figlio: “Tutto quello che il Padre possiede è mio” (ivi, 15), dichiara Gesù, e aggiunge: lo Spirito Santo “prenderà del mio e ve lo annunzierà” (ivi), ossia porterà nel cuore dei credenti le verità rivelate dal Figlio di Dio fatto uomo. In tal modo Gesù attesta che tra le Persone divine della Trinità esiste una perfetta comunione non solo di verità, ma anche di natura, di vita e di amore.

            La Santissima Trinità è il mistero centrale anche della vita del cristiano. Grazie al Battesimo,  il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vengono a prendere stabile dimora nelle nostre anime. E’ questo l’aspetto più consolante e mirabile del mistero. Attraverso questa misteriosa e ineffabile presenza, esse riversano nei nostri cuori la loro stessa vita divina. Con l’inabitazione della Trinità nella nostra anima, Dio raggiunge lo scopo della sua rivelazione: elevarci ai vertici più alti del suo amore divino, fino all’unione trasformante con Lui e in Lui. Tutti i Santi hanno sperimentato nel più profondo del loro essere  questa augusta presenza. Ma più di tutti, la Vergine Maria, che per tutta la durata della sua esistenza fu continuamente assorbita e immersa nel mistero trinitario.

            Il mistero della mirabile presenza di Dio nell’anima deve riempirci di profonda ammirazione e di intima gioia. Quando si è consapevoli di questo dono grande e sublime che Dio ha concesso all’uomo, la vita si trasforma in un anticipo di Paradiso. Impariamo a ringraziare la Trinità Santissima unendoci ogni giorno alla lode che la Chiesa, attraverso la liturgia, specialmente nella Messa, offre al Dio uno e trino. Nell’attesa di cantare eternamente l’inno di gloria e di lode alle tre Persone divine, insieme alla Regina del Cielo e a miriadi di Angeli e di Santi, facciamo anche della nostra vita terrena un inno incessante di amore alla Trinità. Quale altro fine può avere la nostra vita mortale se non glorificare Dio?

            Terminiamo queste nostre riflessioni con una esortazione di Padre Pio: “Sia sempre benedetta la Triade sacrosanta e regni nel cuore di tutte le creature” (Epistolario III, p. 65). Accogliamo le parole augurali del nostro Santo che ci invitano a essere dimora permanente della Santa Trinità. Addolora profondamente, invece, constatare che oggi tanti cristiani non sono più dimora di Dio. Il peccato mortale ha cancellato la divina presenza dal loro cuore; vivono con un’anima cadavere, che non somiglia più a Dio ma al demonio. Pertanto, promettiamo di lottare  energicamente contro il peccato, per conservare pura e intatta l’immagine che la divina presenza ha scolpito in noi, così che dai nostri cuori si innalzi una lode continua e perenne a Dio Padre Creatore, al Dio Figlio Redentore, e al Dio Spirito Santificatore delle nostre anime. 

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