EPIFANIA  DEL  SIGNORE

             Nel giorno di Natale abbiamo celebrato la manifestazione di Gesù al popolo eletto, al quale, tramite i pastori di Betlemme, Dio fece giungere per primo l’annuncio della nascita del Salvatore. Oggi, con la festa dell’Epifania, celebriamo la manifestazione di Gesù al mondo intero, rappresentato dai Magi venuti dal lontano Oriente. In tal modo, afferma san Paolo nel passo della seconda lettura, si attua il grande mistero, sconosciuto alle generazioni passate e rivelato da Gesù agli apostoli: ossia che anche i pagani “sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo” (Ef 3,6). La Festa dell’Epifania dà al mistero dell’Incarnazione una nuova prospettiva e il significato più consolante: l’universalità della salvezza.

            La prima lettura s’intona perfettamente col tema dell’odierna Liturgia: la chiamata di tutti i popoli alla fede. Il profeta Isaia, con accenti vibranti di gioia, preannuncia a Sion che un giorno la pienezza della gloria del Signore inonderà di luce Gerusalemme, e allora: “Cammineranno i popoli alla tua luce, e i re allo splendore del tuo sorgere … Tutti verranno da Saba portando oro e incenso” (60,1-5). Il Figlio di Dio facendosi uomo ha portato il fulgore irradiante della sua luce divina, rischiarando le tenebre del peccato che avvolgevano l’umanità. Attratti dalla sua luce divina, tutti i popoli si volgeranno a Gesù e riconosceranno in Lui il loro Dio.

            La straordinaria vicenda dei Magi narrata dal Vangelo è un fulgido esempio di cammino che ogni uomo deve percorrere per giungere a Cristo. I Magi rappresentano gli uomini di buona volontà di tutti i tempi che sono in cerca di Dio e della verità. A quelli del nostro tempo non manca la luce. Da quando il Verbo si è fatto carne, tutta la terra è stata inondata dal suo divino splendore. Se in tanti cuori si annidano ancora le tenebre del peccato, della indifferenza o del rifiuto di Dio, ciò non è dovuto alla mancanza di luce, ma alla voluta cecità degli uomini. Erode, i capi dei sacerdoti e gli scribi, anche se illuminati dalla luce interiore della verità, si rifiutarono di accettarla. La notizia della nascita di un nuovo re, portò nei loro cuori turbamento e spavento. Nonostante la testimonianza esplicita delle Scritture, questi restarono chiusi nella loro incredulità, anzi Erode cercò persino di sopprimerlo. I Magi, al contrario, risposero con fede all’invito e non mancarono di trovare il neonato Messia. L’umiltà, la sincerità e la purezza di cuore consentono all’uomo di trovare la strada della verità che conduce a Gesù.

             Nei Magi ammiriamo soprattutto l’esempio luminoso della loro fede intrepida. Fu questa che li spinse a lasciare ogni cosa e a intraprendere un viaggio lungo e difficile; a perseverare con coraggio, anche nei momenti difficili del cammino; a superare la profonda delusione provata a Gerusalemme per l’indifferenza e l’incredulità dei suoi abitanti. Ma infine la luce della fede li guidò sul luogo dove si trovava il Bambino. Dice il Vangelo: “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratosi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra” (ivi, 11). E il loro cuore fu ricolmo di grandissima gioia.

Con espressive parole Padre Pio, in una lettera, ribadisce il ruolo fondamentale che la fede occupa nel cammino del cristiano: “La fede viva, … è il lume che condusse i magi ad adorare il nato Messia. … E questo lume e questa stella e questa fiaccola sono pure ciò che illuminano la tua anima, dirigono i tuoi passi… fortificano il tuo spirito… verso la meta eterna” (Epistolario III, p. 400). Come per i Magi, così anche per noi, la fede è la luce che, illuminando la nostra vita, ci sostiene, ci guida nel cammino e ci permette di incontrarci con Gesù, luce e speranza del mondo. Domandiamoci: è viva la luce della nostra fede?

Infine, ricordiamoci che la fede è un dono di Dio, e quindi è un dono di cui dobbiamo rendere partecipi anche gli altri. I Magi sono stati i primi missionari della Buona Novella nel loro paese pagano. E lì che hanno dato inizio alla loro missione di far conoscere il Messia, Re e Salvatore. L’Epifania è la festa della fede, ma anche dell’apostolato della fede. Insieme ai Magi, ringraziamo il Signore per il dono della fede e adoperiamoci in tutti i modi per diffonderla a tanti uomini che non l’hanno o devono riacquistarla. Rivolgiamoci alla Vergine Santa, la “Stella del mare”, perché con il chiarore della sua fulgida luce,  attiri noi e tutti i popoli della terra alla vera fede nel suo Figlio Gesù.

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