DOMENICA  XXXIII DEL  TEMPO  ORDINARIO - Anno C

             La Chiesa oggi, quasi a termine dell’anno liturgico, ci porta a meditare sull’ultimo evento della storia del mondo: il ritorno del Signore nella gloria. La divina rivelazione afferma che Gesù è il centro dell’universo: per mezzo di Lui tutte le cose furono create, e tutte, alla fine dei tempi, in Lui avranno compimento. Ed è nella luce di questo mistero che vanno comprese e interpretate le realtà presenti e i drammatici sconvolgimenti degli ultimi tempi. Le letture bibliche di questa domenica ci insegnano a tal proposito che, quando accadranno quegli avvenimenti, non dobbiamo lasciarci turbare o scoraggiare, bensì vivere in un atteggiamento di filiale abbandono in Dio, di intensa preghiera, di impegno costante, in attesa della venuta di Cristo. Sì, il Signore verrà alla fine del mondo per rendere giustizia. Beato quel servo che rimette la sua causa nelle mani di Dio e rimane a Lui fedele sino alla fine!

            Il profeta Malachia, nel testo della prima lettura, descrive la venuta del Signore come un:  “giorno rovente come un forno” (Ml 3,19). E’ una immagine forte e incisiva che esprime una grande verità: la vittoria finale arriderà al giusto. Nella vita presente spesso il male trionfa sul bene; ma quando il Signore verrà alla fine dei tempi – dichiara il profeta - ristabilirà ogni cosa secondo giustizia: distruggerà i superbi, gli arroganti, gli empi, come il fuoco divora la paglia; per i giusti, invece, che hanno sofferto in questa vita e sono rimasti a Lui fedeli, il Signore sarà  come un sole che diffonde i suoi raggi benefici.

            Nel testo del Vangelo che oggi la Liturgia ci fa meditare, Gesù parla ai suoi discepoli della fine del mondo, e spiega loro che questa non avverrà presto;  prima dovranno accadere importanti eventi. Egli, infatti, preannuncia la distruzione di Gerusalemme, l’avverarsi di guerre e rivoluzioni, di sconvolgimenti cosmici e persecuzioni. Questi avvenimenti hanno la funzione di ricordare all’uomo che le realtà di questo mondo sono transitorie e che la vita terrena è un tempo di prova, anche dopo la redenzione operata da Gesù. Non dobbiamo, dunque, meravigliarci se, nel mondo presente, le forze del male sembrano prevalere sul bene, se vi sono ancora guerre che dilaniano i popoli, soprusi e ingiustizie, vendette e cattiverie di ogni genere, rischi e pericoli da affrontare. Oltre a ciò, nel Vangelo di oggi, il Maestro divino ci offre un altro insegnamento: ci mette in guardia dalle seduzioni: “Guardate di non lasciarvi ingannare” (ivi, 8). Satana, il padre della menzogna, vuole la nostra rovina eterna. Vuole impadronirsi delle nostre anime con l’inganno; e in questi nostri tempi si serve di innumerevoli falsi profeti per istigarci all’incredulità, all’immoralità, a una visione sbagliata e distorta della vita. Infine, Gesù predice ai suoi che saranno perseguitati: “Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno (…) a causa del mio nome” (ivi, 12). Parole divine che si sono avverate puntualmente, in tutti i periodi della storia, fino ai nostri tempi!

Davanti a questo scenario apparentemente oscuro e tragico, potremmo essere indotti a cadere nella paura o nello scoraggiamento. E invece, nel Vangelo di oggi, troviamo la parola rassicurante del Signore: “Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime” (ivi, 18-19). Con queste parole Gesù ci esorta a non preoccuparci, assicurandoci la sua perenne presenza accanto a noi. Noi non siamo soli. Egli è con noi e non permetterà mai che le forze del male prevalgano su di noi, se noi, da parte nostra, ci impegneremo a rimanere fedeli a Lui, perseverando sino alla fine. La fiducia illimitata nella sua onnipotenza deve sostenere l’attesa gioiosa del cristiano  fino all’Avvento definitivo di Gesù.  

            L’avversario più forte e temibile che si accanisce contro l’uomo per portarlo alla rovina è il demonio. Tutti i Santi ne hanno fatto esperienza, ma pochi come Padre Pio da Pietrelcina. Il nemico infernale ha ingaggiato contro di lui una battaglia accanita e senza tregua, attaccandolo con terribili tentazioni e spesso anche con vessazioni sul corpo. San Pio, però, sorretto dalla Grazia divina, ha affrontato sempre con coraggio l’acerrimo nemico. Per vincere il diavolo, ecco quanto ci suggerisce: “Il nostro comun nemico, (…) è sempre intento nel tenderci insidie per farci prevaricare. Non lo temete affatto, ma confidate sempre maggiormente nel dolcissimo Signore nostro Gesù Cristo, il quale non mai vi lascia da sola che veniate alle prese con quel brutto cosaccio” (Epistolario III, p. 66). Seguiamo l’esempio e la raccomandazione del nostro Santo: confidiamo sempre nell’aiuto del Signore e della Vergine Santa, affrontiamo senza timore gli assalti del nemico e saremo certi di riportare vittoria sulle forze del male.

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